Il primo convento, la cui fondazione risalirebbe al 1562 secondo alcuni documenti del 1671, era posto sulla strada che porta a Savoia, sui bordi del fiume, fatto costruire dal conte D. Carlo De Guevara sul terreno di un fattore di quest'ultimo, per accogliere i frati che in un primo momento erano alloggiati in una grotta ai bordi del fiume stesso. Il fabbricato, di cui attualmente non esiste traccia, era molto modesto; costruito con la caratteristica povertà cappuccina, con soli 16 vani, era presumibilmente di forma quadrata con un piccolo chiostro con cisterna e un orto non recintato sul retro. Annessa vi era una piccola chiesa. Nel 1587 il nuovo Duca, Don Fabrizio de Sangro, ampliò il convento e agli inizi del '600 fu adibito anche a noviziato e studentato e possedette una ricca biblioteca.

Il passaggio dall'uno all'altro edificio avvenne con non pochi contrasti. Pare infatti, che alcuni monaci avessero preso la risoluzione di abbandonare il vecchio convento dopo aver verificato la inadeguatezza del sito dovuta non solo alla insalubrità dell'aria ma, anche, all'eccessiva vicinanza dell'abitato che favoriva frequenti visite da parte dei secolari a discapito dell'osservanza regolare. Nel 1652 si ebbe l'autorizzazione dall'ordinariato diocesano e nell'anno successivo si iniziarono i lavori della nuova fabbrica.

Si scatenarrono a questo punto le querele e i ricorsi da parte di alcuni frati dissidenti e degli stessi abitanti di Vietri che si appellarono al fatto che non era stato richiesto il permesso pontificio come stabiliva la recente costituzione apostolica di Innocenzo. Le discussioni si interruppero bruscamente una mattina di un giorno festivo quando, mentre tutti i monaci avevano lasciato il convento per recarsi ad una pubblica processione, l'edificio fu minato e raso al suolo.

Il nuovo convento fu edificato nel 1652 in posizione elevata ripsetto al paese e posto sulla sommitià dell'altura sulle cui pendici si trova il vecchio paese di Vietri. Il convento dista dal centro abitato circa 2 km su una strada carrabile tortuosa, attualmente asfaltata che parte dalla via comunale di accesso al paese stesso, alle porte di esso, e sale fino al convento.
A pochi distanti dal piazzale, sulla strada di accesso, è posta una fonte d'acqua che, oltre al servizio dl convento, fornito peraltro di un pozzo con cisterna all'interno del chiostro, serviva probabilmente ad uso comune.
Il prospetto principale che dà ad est evidenzia la divisione in due parti fondamentali del complesso: la chiesa ed il convento; la parte di facciata corrispondente alla chiesa infatti presenta un acuto timpano con sima e finta trabeazione sostenuta idelamente da due paraste di forma rettangolare, con plinti e senza capitelli.

E' presente al centro tra le paraste un portale con cornice di pietra di semplice aspetto e con architrave sempre in pietra. L'altra parte di prospetto corrispondente al convento ed è quindi più bassa del timpano, presenta le caratteristiche finestre delle celle ed un piccolo portale al quale si accede salendo tre scalini a pianta semicircolare. La chiesa è composta da un'unica navata, coperta da una volta a botte lunettata in corrispondenza delle finestre che danno luce al semplice ambiente sorretto da un arco appoggiato su due pilastri quadrati addossati alle pareti. Scarsi sono gli stucchi e le modanature, e gli altari e le nicchie sono di fattura ordinaria.

La chiesa dispone di un "matroneo" a mezza altezza insistente su una massima volta a botte in corrispondenza del lato opposto all'altare utilizzao come coro e arredato con pregevoli seggi in legno. In corrispondenza del lato sud si trovano due cappelle coperte a volta ma ad una altezza inferiore della volta principale e dotata ciascuna di due strette finestre a feritoia.
Il complesso navata-cappelle è chiuso a sud ovest da una articolata sacrestia alla quale si accede sia da una delle cappelle, sia da dietro l'altare principale, e che contiene vari locali oltre ad una scala che raggiunge il piano superiore.
Il convento è costituito da due piani, in corrispondenza dei lati sud ed est, mentre nei lati nord e ovest, in corrispondenza del terreno che presenta in queste zone una depressione, la costruzione si compone di tre piani. La struttura presenta il caratteristico chiostro circondato da un portico e contenente, al centro, un pozzo in pietra di pietra di forma quadrata.

Al piano superiore sono dislocate oltre trenta celle collegate da quattro lunghi corridoi paralleli ai lati del complesso, dei quali uno attraversa il matroneo della chiesa e un altro penetra nell'ala di più recente costruzione. Ciascuna cella è dotata di finestra esposta verso l'esterno. Olte alle celle nel piano superiore si trova una loggia su un intero lato del chiostro e degli ambienti più vasti corrispondenti alla parte di costruzione più recente, uno dei quali è utilizzato come biblioteca. Al piano inferiore si trovano numerosi ed articolati ambienti collegati per mezzo del portico che circonda il chiostro.
Gli ambienti del piano terreno sono il refettorio, coperto a volta con lunette e di discreta estensione, e il vecchio scaldatoio col caratteristico grande camino ed il pavimento in lastricato di pietra.
Il chiostro è delimitato da quattro pareti che presentano aperture ad arco chiuse attualmente con vetrate su telai in ferro. Il piano cantine è costituito da alcuni locali, accessibili attraverso aperture sul lato nord, o mediante due scale interne, adibiti a officine e alla vinificazione.